Un improvviso e anomalo abbassamento del livello dell'Arno ha provocato venerdì disagi nell'approvvigionamento idrico tra Firenze e Prato, lasciando senz'acqua numerose abitazioni, soprattutto ai piani più alti. Nel corso della giornata il fiume ha registrato un calo fino a 80 centimetri rispetto ai livelli abituali, in due distinti episodi che hanno immediatamente fatto scattare l'allarme tra i tecnici di Publiacqua, che dall'impianto dell'Anconella prelevano l'acqua destinata a servire centinaia di migliaia di utenti.
Il primo abbassamento si è verificato in mattinata. Dopo aver escluso anomalie nei rilasci del lago di Bilancino, che attraverso la Sieve contribuisce a mantenere la portata dell'Arno, Publiacqua ha contattato il Genio Civile per individuare le cause del fenomeno. La situazione sembrava essere tornata alla normalità, ma intorno alle 20 il livello del fiume ha ripreso nuovamente a scendere, dando origine a un "periodo di magra" durato circa tre ore. La riduzione della portata all'altezza della presa dell'Anconella ha comportato un taglio superiore al 30% della capacità produttiva dell'impianto. «Ciò ha determinato diffusi abbassamenti di pressione in rete e mancanze d'acqua nelle città di Firenze e Prato, in particolare nelle ore serali», ha spiegato Publiacqua, sottolineando come verso le 23 la situazione fosse tornata alla normalità grazie all'intervento del Genio Civile.
Secondo la prima ricostruzione fornita dalla Regione Toscana, il problema non sarebbe legato alla siccità ma a un'ostruzione formatasi alla traversa delle Sieci. «I tecnici regionali hanno lavorato fino a tarda sera per rimuovere l'ostruzione che si era creata sulla traversa delle Sieci, permettendo il ritorno alle normali condizioni di approvvigionamento idrico», spiegano dalla Regione. L'accumulo di detriti potrebbe essersi formato a causa del naturale trasporto del fiume oppure in relazione ai cantieri in corso per la realizzazione degli impianti idroelettrici presenti nell'area. In via precauzionale, Publiacqua ha aumentato i rilasci dal lago di Bilancino da 0,6 a 2,5 litri al secondo, una misura che però non potrà essere mantenuta a lungo per preservare le riserve in vista di eventuali periodi di siccità estiva. Al momento il problema sembra risolto, ma saranno necessari ulteriori accertamenti per chiarire con precisione cosa abbia provocato il blocco del normale deflusso dell'Arno. Lo scrive la Nazione.
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