La storica società fiorentina rilancia il proprio ruolo nella tutela del territorio dopo il "Patto per l'Arno" di Giani. Palazzo Vecchio: «Massimo impegno per salvaguardare le attività»

L'Arno non è soltanto un elemento del paesaggio cittadino, ma un patrimonio da vivere, proteggere e valorizzare. È il messaggio lanciato dalla Canottieri Comunali Firenze, che in occasione del Dragon Boat Festival dell'Università di Firenze ha ribadito il proprio impegno nella tutela del fiume e delle sue sponde. Un intervento che arriva a pochi giorni dal lancio del "Patto per l'Arno" promosso dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che aveva richiamato l'attenzione anche sulle condizioni della sede della società, parlando di una situazione di «progressivo degrado».

Fondata nel 1934, la Canottieri Comunali Firenze rappresenta da oltre novant'anni un presidio sportivo, sociale e ambientale stabile sull'Arno. Una presenza quotidiana che consente di osservare da vicino criticità e potenzialità del fiume. «La Canottieri Comunali Firenze ritiene che le associazioni che operano sulle sue sponde possano offrire un contributo concreto ai progetti di riqualificazione e conferma la propria disponibilità a collaborare attivamente con le istituzioni», spiega il presidente Giancarlo Fianchisti. «Al tempo stesso evidenzia la necessità che tali realtà vengano coinvolte nei processi decisionali e messe nelle condizioni di svolgere efficacemente il proprio ruolo».

La società sottolinea come sia difficile ampliare le attività rivolte alla cittadinanza quando le strutture che le ospitano versano da anni in condizioni problematiche. «Siamo le uniche sentinelle dell'Arno a monte della pescaia di San Niccolò – aggiunge Fianchisti – un ruolo riconosciuto anche dal Fiorino d'Oro conferito dal Comune di Firenze. Per questo vogliamo essere parte attiva del processo di recupero e rivitalizzazione del fiume, mettendo a disposizione la nostra esperienza e la nostra conoscenza del territorio».

Da Palazzo Vecchio arriva un segnale di apertura. L'assessora allo Sport Letizia Perini assicura che il Comune è al lavoro per trovare una soluzione: «Gli uffici dell'Avvocatura, dell'Urbanistica e dei Servizi tecnici stanno lavorando per confermare le strutture che hanno legittimità a restare. Sicuramente c'è il massimo interesse per quelle che serviranno per portare avanti le attività. Siamo impegnati al massimo per arrivare in fondo a questo percorso, stiamo lavorando insieme ai legali della Canottieri comunali».

L'obiettivo condiviso è restituire centralità all'Arno e farlo tornare a essere uno spazio vissuto dai cittadini, come accadeva prima dell'alluvione del 1966. Un tema che sarà al centro anche del confronto istituzionale in programma il prossimo 18 giugno sul cosiddetto "Patto di Fiume", promosso dall'Autorità di Bacino e dalla Regione Toscana. Lo scrive la Nazione. 

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