Sotto accusa la chiusura di via Poggio Bracciolini per i lavori della linea verso Bagno a Ripoli. Negozianti e residenti: «Sembra il giro delle sette chiese»

Via Poggio Bracciolini trasformata in un'isola, negozi raggiungibili solo attraversando recinzioni e passerelle improvvisate e attività che registrano un crollo degli incassi. È il quadro denunciato da commercianti e residenti della zona di Gavinana dopo la chiusura della strada, scattata l'11 giugno per consentire i lavori della tramvia verso Bagno a Ripoli. Secondo il cronoprogramma di Palazzo Vecchio, il cantiere resterà in funzione fino alla metà di luglio, con viabilità alternativa lungo lungarno Ferrucci, via di Rusciano e via Coluccio Salutati. Un percorso che molti definiscono ironicamente «il giro delle sette chiese».

«Ci sentiamo beffati», racconta Leonardo, titolare di Brg Illuminazione. «Ieri il cantiere era completamente vuoto, non si è visto neanche un operaio. Lo stress aumenta e a questo punto potevano lasciare la strada aperta ancora qualche giorno per permetterci di organizzarci meglio. Abbiamo otto dipendenti». La preoccupazione è condivisa anche da Gianni di Pandolfini Casa d'Aste: «Staremo così per un mese o forse più. Basta guardare la nostra esposizione di armadi, tavoli e poltrone per capire il disagio per i clienti e per un'attività che conta 30 dipendenti solo in questa sede». I timori riguardano anche il futuro assetto della zona. «Ci hanno promesso il carico e scarico sul lato opposto della strada, ma ci sarà una riduzione dei marciapiedi e probabilmente perderemo anche la storica pensilina».

A pagare il prezzo dei lavori sono soprattutto le attività di ristorazione e i piccoli negozi. «A pranzo siamo passati da 12 tavolini occupati a 3», raccontano Silvia e Gabriele della Saletta di Giuliano. «Il 50% di sconto sulla Tari non basta, servono ristori per i mancati guadagni». I commercianti chiedono inoltre l'apertura della corsia preferenziale di via Giovanni dalle Bande Nere per migliorare l'accessibilità. «Con il nuovo ponte ci hanno tagliato fuori, non passa più nessuno», aggiunge Silvia. «Siamo diventati un'isola pedonale». Difficoltà analoghe vengono segnalate anche dal Civaio Mazzini. «Siamo passati da 60-80 scontrini al giorno a soli 15 nelle ultime 24 ore», racconta Silvia. «Gli stalli per il carico e scarico ci sono, ma sono insufficienti e spesso occupati. E quando chiami la polizia municipale non arriva nessuno».

I commercianti hanno deciso di fare fronte comune, annunciando la nascita di un Centro commerciale naturale che riunirà le attività tra via Poggio Bracciolini e via Erbosa. L'obiettivo è aprire un confronto con l'amministrazione comunale e, se necessario, valutare anche iniziative legali. Ai disagi economici si aggiungono quelli quotidiani dei residenti. «I negozi di vicinato per me sono preziosi, ma ho problemi di deambulazione e attraversare ogni giorno le piccole passerelle sugli scavi è sempre più complicato», racconta Silvia, residente della zona. Una testimonianza che riassume il malessere crescente di un quartiere che chiede tempi certi, maggiore attenzione e misure concrete per affrontare l'impatto dei cantieri della tramvia. Lo scrive Repubblica Firenze. 

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