Lo studio dell'Università di Pisa fotografa una situazione critica: 800 incidenti in cinque anni, traffico ai massimi livelli e manutenzioni non più rinviabili

La Fi-Pi-Li è un'arteria strategica per la Toscana, ma nelle condizioni attuali non è più sostenibile. A sostenerlo è il dossier commissionato dalla Regione Toscana al Dipartimento di Ingegneria civile e industriale dell'Università di Pisa, coordinato dal professor Massimo Losa. Lo studio, durato dieci mesi, evidenzia una rete congestionata, con pavimentazioni progettate oltre vent'anni fa e ormai oltre il loro ciclo di vita, a fronte di un traffico che ha superato da tempo le previsioni originarie. Proprio su queste analisi si fonda il progetto di Toscana Strade Spa, la società in house voluta dalla Regione per rilanciare la superstrada attraverso investimenti e interventi strutturali.

Secondo il professor Losa, la Fi-Pi-Li registra tra i 2.500 e i 2.800 veicoli all'ora per senso di marcia, per un totale di circa 50mila mezzi al giorno, volumi paragonabili a quelli dell'A11. Gran parte del tracciato presenta livelli di servizio classificati tra "D" ed "E", sinonimo di forti interferenze tra i veicoli e frequenti congestioni. Le conseguenze si riflettono anche sulla sicurezza: tra il 2020 e il 2024 si sono verificati 800 incidenti con morti o feriti, di cui 200 con mezzi pesanti. Nello stesso periodo, sull'A11 gli incidenti sono stati 160, con appena 29 episodi che hanno coinvolto tir. Ogni incidente sulla Fi-Pi-Li genera inoltre lunghe ripercussioni sul traffico: mediamente servono dieci minuti per smaltire ogni chilometro di coda e gli automobilisti perdono almeno mezz'ora, oltre ai tempi necessari per i soccorsi e la rimozione dei mezzi.

Lo studio propone una serie di interventi per migliorare viabilità e sicurezza: terze corsie nei tratti più trafficati, come tra Pontedera e il bivio Pisa-Livorno, l'allungamento delle corsie di ingresso e uscita, il riposizionamento delle piazzole di sosta e l'introduzione di tutor per il controllo della velocità media, con una riduzione stimata degli incidenti del 7%. Tra le ipotesi figura anche un pedaggio dedicato ai mezzi pesanti, che secondo Losa incidono maggiormente sia sulla fluidità della circolazione sia sul deterioramento del manto stradale. L'obiettivo finale è adeguare la Fi-Pi-Li al ruolo centrale che svolge nello sviluppo economico della Toscana costiera, garantendo un'infrastruttura più moderna, efficiente e sicura. Lo scrive la Nazione. 

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