Via San Gallo potrebbe perdere un altro dei suoi presìdi culturali. Dopo la scomparsa, negli ultimi anni, di attività storiche come Le Monnier, l'edicola, Spazio Glicine e la merceria, anche la libreria Libri Liberi rischia di abbassare definitivamente la saracinesca dopo ventitré anni di attività.
La proprietà dell'immobile, una famiglia fiorentina, ha inviato una Pec all'associazione che gestisce lo spazio comunicando lo sfratto per morosità, dovuto a un ritardo di tre mesi nel pagamento dell'affitto. Una situazione che, secondo quanto emerso, si sarebbe verificata anche in passato. «Non è facile vivere di libri e cultura – racconta amareggiata la presidente dell'associazione Elisabetta Olobardi –. In ogni caso, seppur con qualche ritardo, abbiamo sempre onorato il nostro affitto in tutti questi anni. Stavolta eravamo in ritardo di tre mesi, ma adesso ci siamo messi in pari». E aggiunge: «In tribunale ci opporremo formalmente allo sfratto».
Ma Libri Liberi non è soltanto una libreria. A pochi passi dal dipartimento di Storia e Geografia dell'Università di Firenze, il suo giardino è diventato negli anni un punto di ritrovo per studenti e cittadini. Lo spazio, dotato anche di un piccolo teatrino, ospita incontri, percorsi formativi, conferenze stampa e iniziative promosse da numerose associazioni del territorio. Qui si organizzano presentazioni di libri, mostre, laboratori creativi, corsi di scrittura e attività teatrali dedicate a bambini e adulti.
Forte anche l'impegno sul fronte sociale. Tra le iniziative ospitate dalla libreria c'è il progetto Caffè Alzheimer, che offre occasioni di incontro e condivisione a persone affette da demenza e ai loro familiari, contrastando l'isolamento che spesso accompagna la malattia. Sugli scaffali trovano spazio esclusivamente i volumi della casa editrice Libri Liberi, insieme al servizio di scambio libri aperto a tutti.
Per sensibilizzare la cittadinanza e cercare di evitare la chiusura, la libreria ha affidato ai social un appello accorato. «Bambini, ragazzi, anziani, genitori, insegnanti, a tutti voi dobbiamo, purtroppo, dire che non sappiamo se potremo continuare a essere un punto di riferimento culturale e sociale nel centro di Firenze». Un messaggio che ripercorre la storia del progetto: «Abbiamo cominciato nel 2003 dai piccoli editori indipendenti che non trovavano spazio nelle grandi librerie. Ci siamo inventati una libreria per bambini aperta ai problemi della scuola e alle difficoltà di apprendimento. Ci siamo inventati un teatrino speciale che cerca nella socialità il modo di affrontare il disagio e le situazioni borderline».
E poi la conclusione, amara ma non rassegnata: «Non disperderemo sicuramente tutte queste energie, queste nostre battaglie. Ci dispiacerebbe non poterlo più fare negli stessi luoghi. Il 23 giugno ci sarà un primo incontro con il giudice e… chissà».
In attesa dell'udienza, il destino di Libri Liberi resta sospeso. E con esso quello di uno spazio che, per oltre due decenni, ha rappresentato molto più di una semplice libreria: un luogo di incontro, inclusione e resistenza culturale nel cuore di Firenze. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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