Il Comitato Settimo Miglio fa il punto sui lavori ancora incompleti nella frazione di Calenzano. Il 22 giugno confronto con Comune e Publiacqua sul masterplan e sul futuro del sistema fognario

A mesi dagli eventi alluvionali che hanno colpito il territorio di Calenzano, a Settimello restano aperte diverse questioni legate alla messa in sicurezza della frazione. Per fare il punto sulla situazione, il Comitato «Settimo Miglio» ha promosso un incontro pubblico al circolo Mcl del paese, durante il quale sono emerse preoccupazioni per interventi ancora non completati e per la necessità di soluzioni strutturali in grado di prevenire nuove criticità.

Tra i cantieri ancora in corso c'è quello nella parte alta di via Trilussa, rimasto fermo per un periodo e ripartito soltanto nei giorni scorsi. L'obiettivo prioritario resta la gestione delle acque del Rio e il loro corretto smaltimento all'interno di un sistema fognario ritenuto ormai inadeguato. Il punto di canalizzazione esistente, infatti, risultava già danneggiato e fratturato, compromettendo il regolare deflusso delle acque e contribuendo ad aggravare i problemi registrati durante le precipitazioni più intense.

Secondo il Comitato, il nuovo allaccio del Rio alla rete attuale rappresenta soltanto una risposta parziale. «Per garantire una reale sicurezza idraulica – sostengono i rappresentanti di Settimo Miglio – è necessario progettare una condotta dedicata, adeguatamente dimensionata, capace di convogliare le acque senza sovraccaricare il sistema fognario esistente». Le caditoie, infatti, vanno rapidamente in sofferenza, come dimostrato anche dagli ultimi episodi di maltempo.

Per questo motivo il Comitato continua a sollecitare l'amministrazione comunale, chiedendo aggiornamenti costanti sullo stato di avanzamento degli interventi e riproponendo le proprie osservazioni tecniche. Un nuovo momento di confronto è già in programma il prossimo 22 giugno, quando i rappresentanti di Settimo Miglio parteciperanno a un incontro in Comune alla presenza di Publiacqua.

Al centro della riunione ci saranno il masterplan dedicato alla frazione e la situazione del sistema fognario. «Da una parte c'è il piacere di essere stati invitati a questo confronto – sottolinea il Comitato – dall'altra auspichiamo di ricevere aggiornamenti concreti, soprattutto sul fronte della mappatura del territorio, ritenuta fondamentale per pianificare interventi efficaci, duraturi e adeguati ai tempi».

Nel frattempo, il Comitato «Settimo Miglio» ha deciso di rafforzare il proprio impegno entrando a far parte dell'Unione Comitati per i Territori Fragili (UCTF), rete che riunisce altre otto realtà della Toscana. L'obiettivo è avviare un dialogo strutturato con la Regione per portare all'attenzione delle istituzioni le criticità dei territori più esposti ai rischi idrogeologici e contribuire alla definizione di strategie condivise per la prevenzione e la tutela delle comunità locali.

Per i residenti di Settimello, però, il messaggio resta chiaro: dopo l'alluvione non bastano gli interventi tampone. Servono opere definitive, tempi certi e un piano capace di mettere davvero in sicurezza il territorio. Lo scrive la Nazione.

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