Una decisione senza precedenti scuote il carcere fiorentino di Sollicciano. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze ha disposto il sequestro di sette sezioni dell'istituto penitenziario, accogliendo la richiesta della Procura al termine di un'inchiesta che ha messo nero su bianco condizioni definite gravemente carenti dal punto di vista igienico-sanitario e della sicurezza. Contestualmente è stato ordinato il trasferimento di circa 216 detenuti in altre strutture carcerarie, con tempi che varieranno da alcune settimane fino a un massimo di due mesi.
L'indagine, coordinata dalla pm Christine Von Borries e condotta da Squadra Mobile, Asl e Guardia di Finanza, è partita dai numerosi ricorsi presentati dai detenuti ai magistrati di sorveglianza. Gli investigatori hanno effettuato sopralluoghi e raccolto testimonianze per circa un anno, documentando infiltrazioni d'acqua, muffa, presenza di insetti nelle celle, impianti non conformi e ambienti di lavoro ritenuti non adeguati ai requisiti previsti dalla normativa sulla tutela della salute e della sicurezza. Le sezioni interessate dal provvedimento sono la 1, 2 e 7 del reparto giudiziario maschile, la 9, 10 e 12 del reparto penale maschile, oltre alla sezione accoglienza.
Per operatori, agenti della polizia penitenziaria, volontari e avvocati che da anni denunciano la situazione di Sollicciano, il provvedimento rappresenta una sorta di riconoscimento delle criticità più volte segnalate. Il caso del carcere fiorentino continua inoltre ad alimentare il dibattito giuridico: i giudici di sorveglianza hanno spesso riconosciuto riduzioni di pena e risarcimenti per le condizioni detentive non dignitose e la questione è approdata anche davanti alla Corte Costituzionale, chiamata a valutare la legittimità della detenzione quando avviene in condizioni considerate contrarie al senso di umanità. Lo scrive la Nazione.
Condividi
Attiva i cookies














