L’episodio all’Oliveta. Il padre denuncia altri casi simili tra i giovani: «Mio figlio è ancora sotto choc». Via Nova: «Serve un intervento tra prevenzione e controllo del territorio»

Un tentativo di rapina, la minaccia di una pistola e la paura che ancora oggi non accenna a svanire. È quanto racconta Luciano, padre di un ragazzo di 16 anni che sarebbe stato avvicinato e intimidito da alcuni coetanei nei giorni scorsi al parco dell’Oliveta, uno dei principali punti di ritrovo estivi per i giovani del territorio.

L’episodio sarebbe avvenuto intorno alle 23.30. «Mio figlio era con alcuni amici quando è stato avvicinato da due ragazzi che lo hanno allontanato dal gruppo e hanno cercato di rapinarlo, minacciandolo anche con una pistola, senza sapere se fosse vera o una riproduzione», racconta il padre. Il giovane avrebbe spiegato di non avere denaro con sé e sarebbe riuscito a tornare lentamente verso gli amici, che lo hanno poi accompagnato a casa. «Era sotto choc e ancora oggi ha paura», aggiunge.

Secondo quanto riferito dalla famiglia, non si tratterebbe di un episodio isolato. «Mio figlio mi ha raccontato che fatti simili sarebbero già accaduti ad altri ragazzi che conosce. In particolare tra il giardino di via Cavallotti e l’Oliveta ci sarebbero gruppi di giovani che si avvicinano ai coetanei per minacciarli, provocare o tentare di rapinarli». Una situazione che alimenta la preoccupazione dei genitori, soprattutto in vista dell’estate e della maggiore frequentazione degli spazi pubblici da parte dei ragazzi.

La famiglia ha scelto di non sporgere denuncia. «Mio figlio non ha voluto farlo per paura di eventuali ritorsioni. Ci chiediamo quanti altri giovani abbiano fatto la stessa scelta. Il rischio è che i casi denunciati siano molti meno di quelli realmente accaduti». Da qui la richiesta di una maggiore presenza e vigilanza nei luoghi di aggregazione frequentati dai più giovani durante il periodo estivo.

La vicenda è stata segnalata anche alla lista civica Via Nova, che invita a non ridurre il problema a una semplice questione di ordine pubblico. «Il fatto che sia la vittima sia gli autori del gesto siano minorenni ci dice che siamo di fronte a un disagio giovanile più profondo che attraversa la nostra comunità», affermano il consigliere Daniele Brunori e Filippo Amerini. Secondo Via Nova, episodi di questo tipo richiedono un approccio che unisca prevenzione sociale, inclusione, presidio del territorio e cura degli spazi pubblici, con l’obiettivo di garantire sicurezza senza rinunciare al ruolo educativo della comunità. Lo scrive la Nazione. 

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