Il distretto fiorentino della pelletteria sta attraversando una fase di profonda sofferenza occupazionale e strutturale. Secondo la ricerca realizzata da PwC per Confindustria Toscana Centro e Costa, presentata nell'ambito del progetto «Pelletteria 2030-Distretto futuro», emerge una riduzione significativa sia delle imprese sia dei posti di lavoro. I dati riferiti al primo trimestre del 2026 evidenziano un calo del 13% degli addetti rispetto al 2019, che si traduce in una contrazione dell'11% se confrontata con il terzo trimestre del 2024. Questo trend si traduce nella drammatica perdita di otto addetti al giorno. Parallelamente, si registra una riduzione del 20% del numero di imprese attive rispetto ai livelli pre-pandemici del 2019, con un calo dell'8% rispetto alla seconda metà del 2024.
L'indagine ha preso in esame un campione rappresentativo delle circa seimila aziende della filiera e dei brand dell'area fiorentina, un comparto che impiega complessivamente circa 38.000 lavoratori. A confermare la durezza della crisi è anche l'esplosione degli ammortizzatori sociali, con un incremento del 269% delle ore di cassa integrazione guadagni tra il 2023 e il 2025 nel distretto della moda fiorentino, dato che segna un ulteriore aumento del 3% rispetto all'anno precedente. In questo scenario complesso, l'unico vero segnale di controtendenza arriva dall'export a livello regionale per l'intero sistema moda, che nel 2025 ha fatto registrare una crescita del 4% rispetto all'anno prima.
Per fare fronte alla crisi e tracciare una rotta verso il futuro, lo studio individua alcune linee d'azione strategiche per supportare il distretto. Tra le principali proposte figurano il sostegno alle aziende nello sviluppo imprenditoriale e manageriale in ottica multibrand, l'incentivo alla creazione di aggregazioni per sfruttare le sinergie di mercato e il contrasto fermo al lavoro irregolare per garantire una competizione equa. Viene inoltre rilevato un forte divario di competenze, con una richiesta crescente di profili specializzati come ingegneri, esperti di mercati esteri, specialisti in scienze gestionali e commerciali, e tecnici della gestione dei processi produttivi. Erika Andreetta, partner di PwC Italy e leader del settore fashion e luxury per l'area Emea, ha sottolineato come l'elemento mancante sia una cabina di regia che dovrebbe partire dalla parte politica, evidenziando la necessità urgente di una politica industriale di ampio respiro capace di superare l'attuale frammentazione del settore.
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