Palazzo Vecchio sceglie la gara pubblica dopo la sentenza Ue. Il club viola conferma l’interesse a investire, mentre il Comune punta ad accelerare i tempi per completare l’opera

Il Comune di Firenze ha tracciato la strada per completare la riqualificazione dello stadio Artemio Franchi, approvando un atto di indirizzo che definisce il nuovo percorso amministrativo. La novità principale riguarda l’abbandono dell’ipotesi di partenariato pubblico-privato con trattativa diretta a favore di una procedura a evidenza pubblica, in linea con una recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e con quanto previsto dal decreto legislativo sugli impianti sportivi.

La decisione arriva dopo la manifestazione d’interesse presentata dalla Fiorentina ad aprile, con la quale il club aveva confermato la disponibilità a investire circa 55 milioni di euro per contribuire al completamento del restauro dell’impianto progettato da Pier Luigi Nervi. Le future proposte saranno ora valutate secondo il nuovo iter e, una volta ottenute le necessarie verifiche, il progetto potrà essere messo a gara pubblica.

Nonostante il cambio di procedura abbia sorpreso la società viola, la Fiorentina ha ribadito la volontà di proseguire il dialogo con Palazzo Vecchio. Il direttore generale Alessandro Ferrari ha spiegato che “cambiano le regole del gioco”, ma ha confermato l’interesse del club a partecipare al percorso e a trovare un’intesa con il Comune. Restano da chiarire modalità operative e documentazione richiesta, mentre da Palazzo Vecchio filtra l’intenzione di ridurre al minimo i tempi burocratici, teoricamente stimati in sei mesi. Sullo sfondo resta la candidatura di Firenze a ospitare alcune gare degli Europei del 2032, con la scadenza del 31 luglio per la presentazione della documentazione alla FIGC. Lo scrive la Nazione. 

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies