È bastata una telefonata, uno sfogo di pochi minuti interrotto dal pianto, per squarciare il velo di silenzio su una drammatica storia di violenze domestiche. «Zio mi ha fatto del male»: poche parole, ma sufficienti a far scattare l’allarme. Vittima un adolescente fiorentino, che ha trovato il coraggio di confessare ai parenti e poi alla madre l'inferno vissuto tra le mura di casa.
Dopo lo shock iniziale, la macchina della giustizia si è mossa rapidamente. La denuncia dei familiari, assistiti dall'avvocato Amelia Vetrone, ha dato il via a un’indagine della Procura di Firenze che ha portato, proprio in questi giorni, alla prima pesante sentenza.
La condanna e l'orrore nel telefono
Il tribunale ha condannato lo zio del ragazzo, un 39enne fiorentino, a quattro anni e sei mesi di carcere, oltre a un risarcimento di 35mila euro alla parte civile, al divieto assoluto di contatto con minori e all'obbligo di comunicare ogni spostamento alla polizia. Le accuse sono pesantissime: violenza sessuale su minorenne e detenzione di materiale pedopornografico. Nella galleria del suo smartphone gli inquirenti hanno infatti rinvenuto 9 video e ben 750 immagini di carattere pedopornografico.
La ricostruzione degli inquirenti dipinge un quadro di abusi ripetuti nel tempo. L'uomo – fratello del compagno della madre della vittima – approfittava sistematicamente dei momenti in cui la donna si assentava da casa per motivi di lavoro per costringere il ragazzo a subire atti sessuali.
Un disagio, quello del giovane, che era emerso sotto forma di un inquietante campanello d'allarme già qualche giorno prima della confessione, quando aveva domandato a bruciapelo alla madre: «Mamma, chi sono i pedofili?». Una domanda che aveva lasciato la donna senza parole, spingendola a cercare più volte, invano, un dialogo con il figlio per comprenderne l'origine.
La seconda inchiesta: l'ombra del patrigno
La conclusione del primo processo non ha purtroppo messo la parola fine alla vicenda. Durante l'incidente probatorio, in una sede protetta, il minore ha infatti svelato un secondo e ancora più agghiacciante scenario, accusando di ulteriori violenze anche il patrigno (l'ormai ex compagno della madre).
Su questo secondo filone le indagini preliminari sono tuttora in corso, ma i dettagli emersi dalle carte dell'inchiesta sono inquietanti. L'uomo avrebbe tentato di sminuire la gravità dei comportamenti del fratello e avrebbe più volte manipolato e minacciato il figliastro per costringerlo al silenzio:
«Tanto non ti crederanno… non raccontare nulla neanche alla mamma perché ci separeremo e tanto non ti crederanno».
I provvedimenti di tutela
Di fronte a questa seconda, sconcertante rivelazione, la reazione della madre è stata immediata: la donna si è subito allontanata dal compagno.
Nel frattempo, per garantire la sicurezza del nucleo familiare, il Tribunale civile di Firenze ha già emesso un ordine di protezione contro gli abusi familiari e un contestuale divieto di avvicinamento nei confronti dell'uomo. I due figli della donna sono stati presi in carico dai servizi sociali, che hanno attivato un percorso di supporto psicologico per aiutarli a superare il profondo trauma. Lo scrive la Nazione.
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