L’imputato ricostruisce la notte dell’aggressione e nega di aver inferto il colpo mortale. La famiglia della vittima presente in aula durante le dichiarazioni

Nuova udienza del processo per l’omicidio del 17enne Maati Moubakir, avvenuto a Campi Bisenzio nella notte tra il 28 e il 29 dicembre 2024. In aula ha parlato Francesco Pratesi, uno degli imputati, che ha chiesto scusa alla famiglia del ragazzo ma ha respinto l’accusa di essere l’autore del colpo mortale. “Chiedo scusa alla mamma di Maati, ma io non sono un assassino”, ha dichiarato davanti alla Corte d’Assise.

Pratesi ha sostenuto che, nei momenti finali dell’aggressione avvenuta nei pressi dell’autobus sul quale Maati cercava di rifugiarsi, non avrebbe accoltellato il giovane al petto ma si sarebbe limitato a respingerlo per impedirgli di salire. Ha però ammesso di averlo colpito in precedenza con due fendenti alla schiena, sostenendo che quelle ferite non fossero mortali. Una versione che contrasta con gli accertamenti medico-legali, secondo i quali la lesione al cuore che provocò la morte del diciassettenne avrebbe causato un decesso pressoché immediato.

Durante l’udienza, l’imputato ha inoltre ricostruito il contesto dell’aggressione, confermando di aver scambiato Maati per uno dei componenti di un gruppo rivale. Le sue dichiarazioni hanno suscitato reazioni tra gli amici della vittima presenti in aula, mentre la madre del ragazzo è rimasta in silenzio. La Corte dovrà ora valutare la credibilità della nuova ricostruzione alla luce delle immagini, delle testimonianze e delle perizie già acquisite nel processo, che proseguirà nei prossimi giorni con l’audizione degli altri imputati. Lo scrive la Nazione. 

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