I violenti scontri avvenuti martedì sera davanti ai cancelli della fabbrica "Acca" di Seano, nel comune di Carmignano (Prato), continuano a far discutere e sollevano pesanti interrogativi sulla natura dell'episodio. Sulla vicenda è intervenuto Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, esprimendo forte preoccupazione per le modalità con cui si è consumata l'aggressione ai danni dei lavoratori in sciopero.
I fatti hanno visto l'intervento in massa di oltre 250 industriali cinesi, mossi dall'intento di forzare con la forza il picchetto organizzato dagli operai dell'azienda, sostenuti dal sindacato Sudd Cobas, che bloccavano l'uscita delle merci dallo stabilimento.
Secondo Calleri, un simile livello di violenza per liberare dei carichi di materiale non può essere giustificato dal mero valore economico della merce, ma potrebbe nascondere dinamiche più profonde e inquietanti. Il presidente della Fondazione ha definito "inammissibile" il violento raid contro il presidio dei lavoratori e ha formulato un chiaro appello agli inquirenti: pur riconoscendo che una parte degli imprenditori coinvolti potrebbe aver agito in buona fede, è necessario verificare con attenzione che non vi siano soggetti in malafede interessati a recuperare qualcos'altro all'interno della fabbrica.
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