Le indagini della Procura riscrivono il caso: l'uomo risponde ora di lesioni gravi e autocalunnia, la donna è indagata per calunnia

Si ribalta l'inchiesta sul caso della donna di 41 anni trovata ferita nell'ottobre 2025 all'interno di un furgone a Scandicci. La Procura ha escluso le accuse iniziali di tentato omicidio e sequestro di persona nei confronti del 52enne Daniele Inghilesi, ritenendo che l'uomo non avesse cercato di uccidere la donna ma avesse agito, senza convinzione, dopo una richiesta della stessa di toglierle la vita. Decisive le consulenze medico-legali e l'analisi delle chat e dei messaggi tra i due.

Secondo gli investigatori, il rapporto era caratterizzato da una forte condizione di sudditanza psicologica dell'uomo nei confronti della donna. Le perizie hanno evidenziato che i colpi inferti con il mazzuolo avevano provocato ferite non gravi, mentre le conversazioni acquisite dagli inquirenti avrebbero confermato le pressioni esercitate dalla donna nei confronti dell'ambulante.

Alla luce delle nuove risultanze, Inghilesi dovrà rispondere di lesioni gravi e autocalunnia, per aver inizialmente confessato fatti non corrispondenti alla realtà. La donna, invece, è ora indagata per calunnia. Dopo sei mesi di custodia cautelare, il 52enne è tornato in libertà con il divieto di avvicinamento e la sua posizione potrebbe essere definita con un patteggiamento. Lo scrive la Nazione. 

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