Il Tribunale di Firenze conferma lo stop di sei mesi deciso dall'Ordine degli Psicologi. Decisivo il tentativo di instaurare una relazione di natura sessuale con un paziente e il suo compagno

Il Tribunale di Firenze ha confermato la sospensione di sei mesi inflitta dall'Ordine degli Psicologi della Toscana a un professionista, ritenuto responsabile di aver tentato di instaurare una relazione di natura sessuale con un proprio paziente e il suo compagno attraverso un'app di incontri. La vicenda risale all'ottobre 2024, quando la coppia, appena uscita da una seduta di terapia, ha iniziato a conversare online con un profilo anonimo che, secondo gli accertamenti, sarebbe riconducibile allo stesso terapeuta.

Nel corso della conversazione i messaggi sono diventati progressivamente più espliciti fino alla proposta di un incontro nello studio professionale. Il giorno successivo il compagno del paziente avrebbe contattato telefonicamente lo psicologo, facendo emergere la vicenda che ha poi dato origine all'esposto disciplinare. Per l'Ordine professionale il comportamento è risultato incompatibile con i doveri deontologici, poiché ha oltrepassato il confine tra il rapporto terapeutico e la sfera personale.

Lo psicologo aveva impugnato il provvedimento sostenendo che non vi fosse stata alcuna relazione sessuale e di essere stato vittima di un tranello. Il Tribunale ha però respinto il ricorso, affermando che, ai fini della violazione deontologica, è sufficiente il tentativo di instaurare un rapporto di natura sessuale con persone coinvolte nel percorso terapeutico. Confermate quindi la sospensione di sei mesi e la condanna al pagamento delle spese processuali. Lo scrive la Nazione. 

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