Prato, arrestato imprenditore cinese: operai sfruttati fino a 16 ore al giorno
Ai domiciliari il gestore di un'azienda di confezioni: dodici lavoratori irregolari, dormitorio abusivo e paghe a cottimo. L'inchiesta è partita dalla denuncia di una dipendente aggredita
27Giu202610:13
Un imprenditore cinese è stato posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nell'ambito di un'indagine della Procura di Prato per presunto caporalato e sfruttamento del lavoro. Secondo gli investigatori, gestiva di fatto un'azienda di confezionamento di abbigliamento formalmente intestata a un'altra persona, impiegando sedici lavoratori senza regolare contratto, dodici dei quali privi di permesso di soggiorno.
Le indagini hanno accertato turni di lavoro fino a 15-16 ore al giorno per sei o sette giorni alla settimana, con retribuzioni a cottimo comprese tra 40 centesimi e 2 euro per capo confezionato. All'interno dello stabilimento era stato inoltre ricavato un dormitorio abusivo con otto stanze in cartongesso, dove vivevano quattordici operai in condizioni di grave degrado e con un solo bagno a disposizione.
L'inchiesta è partita dalla denuncia di una lavoratrice, che avrebbe subito un'aggressione dal datore di lavoro dopo aver chiesto il pagamento delle somme dovute, riportando diverse lesioni. I lavoratori irregolari hanno poi collaborato con gli inquirenti ed sono stati inseriti nei percorsi di tutela previsti dal protocollo contro il caporalato. L'indagine, sviluppata attraverso monitoraggi, pedinamenti e videosorveglianza, rappresenta una sperimentazione del progetto "Alt Caporalato". Resta fermo il principio di presunzione di innocenza fino a un'eventuale condanna definitiva.
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