Davide Morbidelli vive sull'isola di Margarita, risparmiata dal sisma: «Si scava tra le macerie a mani nude. Anche dalla Toscana stanno arrivando aiuti preziosi»

«Ho pensato subito a un terremoto, ma qui a Margarita il vento è forte e mia moglie mi diceva di stare tranquillo. Poi è arrivata la telefonata da Caracas e abbiamo visto le immagini della devastazione». È la testimonianza di Davide Morbidelli, fiorentino trasferitosi in Venezuela, che racconta il dramma vissuto dal Paese dopo il violento sisma. La sua isola è stata risparmiata, ma nelle città più colpite, come La Guaira e Caracas, interi quartieri sono stati distrutti e migliaia di persone hanno perso tutto.

Morbidelli descrive una situazione ancora drammatica, con soccorritori costretti a scavare tra le macerie spesso senza mezzi adeguati. «I vigili del fuoco hanno ammesso di non avere strumenti sufficienti per salvare vite umane», racconta, spiegando che stanno arrivando squadre specializzate da diversi Paesi. Dall'Italia, sottolinea, è partita una importante mobilitazione, con il contributo dei Vigili del Fuoco e della Croce Rossa di Pistoia. «Invito tutti a sostenere gli aiuti con una donazione».

Anche a Margarita è scattata la macchina della solidarietà. Nei centri di accoglienza vengono raccolti beni di prima necessità come coperte, pannolini, vestiti e generi di conforto. «Ho portato anche una maglia della Fiorentina», racconta Morbidelli, che nonostante la tragedia non pensa di lasciare il Venezuela. «Qui ho imparato a non mollare mai. Ora la speranza è che la ricostruzione venga affrontata con criteri seri e sicuri, per evitare che tragedie come questa possano ripetersi». Lo scrive la Nazione. 

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