La Corte d'Appello di Firenze ribalta la condanna di primo grado: «Il fatto non sussiste». Era stata trasferita da Perugia a Milano dal Csm

La Corte d'Appello di Firenze ha assolto la magistrata Manuela Comodi dall'accusa di accesso abusivo ai sistemi informatici, ribaltando la condanna a sei mesi inflitta in primo grado. I giudici hanno pronunciato la formula «il fatto non sussiste», mentre la Procura generale aveva chiesto la conferma della sentenza. Le motivazioni saranno depositate entro novanta giorni.

L'inchiesta riguardava presunti accessi effettuati tra il 2019 e il 2022 ai sistemi informatici della Procura, che secondo l'accusa non sarebbero stati giustificati da esigenze di servizio e avrebbero riguardato anche fascicoli relativi al compagno della magistrata e all'ex presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara. Già in primo grado tre delle contestazioni erano cadute con l'assoluzione.

Comodi, nota anche per aver affiancato il magistrato Giuliano Mignini nell'inchiesta sull'omicidio di Meredith Kercher, ha sempre sostenuto la correttezza del proprio operato. Dopo l'apertura dell'indagine era stata trasferita d'ufficio dal Consiglio Superiore della Magistratura dalla Procura di Perugia al Tribunale civile di Milano. Soddisfazione per la decisione della Corte d'Appello è stata espressa dal suo difensore, l'avvocato Alessandro Cannevale. Lo scrive la Nazione. 

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