Divieto di ritorno nel comune di Firenze: è questo il provvedimento firmato dal questore di Firenze Fausto Lamparelli per uno studente universitario, simpatizzante del Partito dei Comitati di appoggio alla Resistenza, già indagato per diffamazione aggravata nei confronti di Marco Carrai con riferimento all'affissione di volantini e imbrattamento dei muri del Teatro Puccini. A renderlo noto è l'avvocato Lorenzo Tombelli, difensore dello studente che vive nel fiorentino.
"Impugneremo il provvedimento davanti al prefetto - commenta il legale - perché presenta rilevanti profili di illegittimità. Siamo di fronte a una misura amministrativa particolarmente invasiva, che incide direttamente sulle libertà fondamentali garantite dalla nostra Costituzione. Una limitazione così significativa, come quella della libertà di circolazione, non può fondarsi su automatismi né può trasformarsi in una sanzione anticipata nei confronti di una persona che, allo stato, è soltanto sottoposta a un procedimento penale e che deve essere considerata innocente fino a una eventuale sentenza definitiva". In questo caso, spiega il difensore "il divieto di ritorno incide concretamente sul suo diritto allo studio, essendo laureando in archeologia e avendo a Firenze il centro del proprio percorso universitario. Inoltre, secondo la Questura durante la perquisizione nell'abitazione dello studente sarebbero stati rinvenuti alcuni volantini, ma ciò non è vero, perché non emerge dal verbale di sequestro". Per l'avvocato Tombelli "occorre, pertanto, mantenere un equilibrio rigoroso tra esercizio dei poteri pubblici e tutela delle libertà individuali, ricordando che la forza dello Stato di diritto si misura proprio dalla capacità di garantire i diritti anche quando sono messi alla prova".
"Impugneremo il provvedimento davanti al prefetto - commenta il legale - perché presenta rilevanti profili di illegittimità. Siamo di fronte a una misura amministrativa particolarmente invasiva, che incide direttamente sulle libertà fondamentali garantite dalla nostra Costituzione. Una limitazione così significativa, come quella della libertà di circolazione, non può fondarsi su automatismi né può trasformarsi in una sanzione anticipata nei confronti di una persona che, allo stato, è soltanto sottoposta a un procedimento penale e che deve essere considerata innocente fino a una eventuale sentenza definitiva". In questo caso, spiega il difensore "il divieto di ritorno incide concretamente sul suo diritto allo studio, essendo laureando in archeologia e avendo a Firenze il centro del proprio percorso universitario. Inoltre, secondo la Questura durante la perquisizione nell'abitazione dello studente sarebbero stati rinvenuti alcuni volantini, ma ciò non è vero, perché non emerge dal verbale di sequestro". Per l'avvocato Tombelli "occorre, pertanto, mantenere un equilibrio rigoroso tra esercizio dei poteri pubblici e tutela delle libertà individuali, ricordando che la forza dello Stato di diritto si misura proprio dalla capacità di garantire i diritti anche quando sono messi alla prova".
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