"Il Comune riacquisti i terreni dell'area ex Ogr e si utilizzino i capannoni monumentali per farci due poli della cultura, uno scientifico e l'altro artistico, con una Casa del cinema e della comunicazione", sul modello del Kulturforum di Berlino. E' la proposta dell'architetto e urbanista Roberto Budini Gattai per una parte degli otto ettari che si trovano dietro il Teatro del Maggio di Firenze, lanciata oggi durante un incontro da lui promosso a Palazzo Grifoni, con una cinquantina di partecipanti.
La protesta contro il progetto, sottolinea, sta crescendo, "eravamo 16 a febbraio", in riferimento alla petizione partita quattro mesi fa da alcune famiglie nobili fiorentine contrarie alla realizzazione del complesso immobiliare previsto nel Piano operativo comunale e alla nuova strada lungo il Fosso Macinante, e "oggi si contano più di 100 adesioni e le richieste sono sempre le stesse: il recupero di uno spazio pubblico per la città", che per i firmatari renderebbe anche inutile la realizzazione della strada strada.
Finora però con Palazzo Vecchio non c'è stata alcuna interlocuzione. "Siamo stati trattati con sufficienza, 'se ce la fate voi a comprarla...'. Noi proponiamo una permuta con un vantaggio per l'impresa, ad esempio del 10% di superficie, è un qualcosa che si può tentare di praticare. L'urbanistica contrattata del resto non l'ho inventata io", dice ancora Budini Gattai.
"Noi siamo convinti che solo la mobilitazione possa muovere qualcosa, perché nel merito delle cose l'amministrazione è completamente indifferente. Manca una visione complessiva e un idea di città equilibrata". Eppure, conclude Budini Gattai, "quell'area è il vero baricentro metropolitano. Ci sono già il Teatro del Maggio e la Stazione Leopolda che ha un carattere anche commerciale, ma soprattutto culturale, lì si scambiano idee. Si tratta di completarlo".
La protesta contro il progetto, sottolinea, sta crescendo, "eravamo 16 a febbraio", in riferimento alla petizione partita quattro mesi fa da alcune famiglie nobili fiorentine contrarie alla realizzazione del complesso immobiliare previsto nel Piano operativo comunale e alla nuova strada lungo il Fosso Macinante, e "oggi si contano più di 100 adesioni e le richieste sono sempre le stesse: il recupero di uno spazio pubblico per la città", che per i firmatari renderebbe anche inutile la realizzazione della strada strada.
Finora però con Palazzo Vecchio non c'è stata alcuna interlocuzione. "Siamo stati trattati con sufficienza, 'se ce la fate voi a comprarla...'. Noi proponiamo una permuta con un vantaggio per l'impresa, ad esempio del 10% di superficie, è un qualcosa che si può tentare di praticare. L'urbanistica contrattata del resto non l'ho inventata io", dice ancora Budini Gattai.
"Noi siamo convinti che solo la mobilitazione possa muovere qualcosa, perché nel merito delle cose l'amministrazione è completamente indifferente. Manca una visione complessiva e un idea di città equilibrata". Eppure, conclude Budini Gattai, "quell'area è il vero baricentro metropolitano. Ci sono già il Teatro del Maggio e la Stazione Leopolda che ha un carattere anche commerciale, ma soprattutto culturale, lì si scambiano idee. Si tratta di completarlo".
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