L'assessora regionale Monni lancia l'allarme dopo il sopralluogo nel penitenziario fiorentino. Preoccupazione per i trasferimenti verso il carcere già sovraffollato di Prato e per la salute dei pazienti.

Delle sette sezioni del carcere di Sollicciano sottoposte a sequestro dal Tribunale di Firenze per gravi carenze igienico-sanitarie e impianti elettrici fuori norma, soltanto una è stata effettivamente sgomberata. Le restanti sei aree risultano tuttora popolate dai detenuti. La situazione è stata resa nota dall'assessora regionale alla protezione civile e all'ambiente Monia Monni, al termine di un'ispezione condotta all'interno della struttura penitenziaria fiorentina.

Il provvedimento giudiziario aveva pianificato l'evacuazione progressiva di circa 230 detenuti, organizzando i trasferimenti a scaglioni successivi distanziati di quindici giorni l'uno dall'altro nell'arco di alcuni mesi. Molti di questi spostamenti sono diretti verso il carcere della Dogaia a Prato, un istituto a sua volta già segnato dal sovraffollamento e nel quale l'assessora ha annunciato una prossima visita ispettiva, la cui data resta ancora da definire.

L'amministrazione regionale ha espresso forti riserve sulle modalità di gestione di questi trasferimenti, denunciando come i pareri espressi dai medici della Asl sulle condizioni cliniche dei detenuti vengano frequentemente disattesi dalle autorità competenti. Monni ha evidenziato il forte impatto di questa incertezza sulla continuità terapeutica per i detenuti affetti da patologie complesse o disturbi della salute mentale, sottolineando la necessità che il sistema sanitario penitenziario sia messo nelle condizioni di poter garantire un'adeguata assistenza ai pazienti.

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