Nell'ordinanza emerge che il 43enne, affetto da schizofrenia paranoide, era stato valutato per un possibile Tso sei giorni prima del delitto

Sei giorni prima dell'omicidio del pizzaiolo Raffaele Stipa, avvenuto a Reggio Emilia, il 43enne Andrea Pellati si trovava a Firenze in stato confusionale. È quanto emerge dall'ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice dopo la convalida dell'arresto, che ricostruisce il percorso clinico dell'uomo e le ore precedenti al delitto.

Secondo il provvedimento, il 23 giugno uno psichiatra che seguiva Pellati sarebbe stato contattato da un operatore del 118 per valutare un possibile trattamento sanitario obbligatorio (Tso), che però non venne disposto. Le ragioni della presenza dell'uomo a Firenze e quanto accaduto dopo quel contatto non sono ancora state chiarite.

Il 29 giugno Pellati avrebbe fatto irruzione in una pizzeria di Reggio Emilia, uccidendo il titolare Raffaele Stipa e ferendo la sorella della vittima. Seguito dal 2021 per una diagnosi di schizofrenia paranoide, secondo il suo psichiatra il 43enne era una persona in grado di nascondere le proprie condizioni, ma negli ultimi mesi avrebbe attraversato una fase di grave scompenso. Lo scrive la Nazione. 

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