Il sabotaggio risale alla notte tra il 23 e il 24 dicembre a Lastra a Signa. Esclusa la matrice terroristica, proseguono gli accertamenti

La notte tra il 23 e il 24 dicembre scorso sulla linea ferroviaria nei pressi della stazione di Lastra a Signa  fu posizionato un palo segnaletico in modo trasversale sui binari, con il rischio di provocare deragliamenti o gravi incidenti. Per quell'azione, resa nota oggi, il 2 luglio sono stati perquisiti - su decreto della Dda fiorentina - un uomo e una donna, residenti in provincia di Firenze, età sui 30 anni, ritenuti i presunti autori del "grave sabotaggio" dopo indagini svolte dalla Digos del capoluogo toscano.

Gli indagati, viene riferito, avrebbero "sostanzialmente ammesso la propria responsabilità". Riguardo al perchè dell'azione, gli inquirenti escludono la loro appartenenza "a organizzazioni criminali o eversive di stampo terroristico". Tuttavia, si precisa, "sono in corso ulteriori accertamenti per meglio circostanziare la loro rete di conoscenze e l'eventuale responsabilità in casi analoghi e pregressi, anche attraverso l'analisi dei dispositivi elettronici. Proprio l'analisi dei social network potrebbe evidenziare ulteriori dettagli" sul perchè quel palo è stato messo sui binari.

Da quanto spiegato grazie all'attivazione del dispositivo di sicurezza la circolazione ferroviaria, quella notte di dicembre, fu bloccata, rimanendo interrotta per oltre un'ora. "Considerati i recenti episodi di sabotaggio di matrice anarchica verificatisi in ambito ferroviario su gran parte del territorio nazionale - spiega la questura -, furono immediatamente avviate accurate attività investigative che hanno consentito di addivenire all'individuazione dei due" indagati. Da quanto appreso si sarebbe partiti dall'analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza per poi svolgere tutta una serie di accertamenti. L'esito delle perquisizioni "ha confermato la tesi investigativa, avendo trovato numerosi elementi utili ad attribuire l'evento" ai due "indagati, che nella circostanza hanno sostanzialmente ammesso la propria responsabilità".
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