L'ANED-Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti, sezione di Firenze, esprime forte preoccupazione per la decisione dell'Amministrazione comunale di Signa di confermare la presentazione del libro Diario di un prigioniero istriano alla quale prenderanno parte l'on. Massimiliano Panizzut, deputato della Lega, e Giampaolo Giannelli, presidente dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia di Firenze e dirigente provinciale di Futuro Nazionale.
«Non è in discussione la libertà di espressione di alcuno – ha commentato sui social il presidente dell'ANED Firenze, Lorenzo Tombelli –. Il punto riguarda la responsabilità delle istituzioni e il messaggio che esse trasmettono quando promuovono iniziative con esponenti di un'area politica che, anche attraverso parole d'ordine come la "remigrazione", alimenta una visione della società fondata sull'esclusione, sulla contrapposizione e sulla paura dell'altro. Si tratta di un'impostazione culturale e politica che, negli ultimi anni, è stata alimentata anche da una parte della destra italiana, dalla Lega alle posizioni espresse da Roberto Vannacci».
«Signa è una comunità che affonda le proprie radici nella Resistenza e nell'antifascismo. I valori che vengono ricordati nelle celebrazioni del 25 Aprile, del 27 Gennaio e del 2 Giugno devono tradursi in scelte amministrative coerenti. Per questo condividiamo la posizione assunta dall'ANPI di Signa e rivolgiamo un appello all'Amministrazione comunale affinché annulli l'iniziativa».
«L'antifascismo non rappresenta un semplice richiamo storico, - conclude Tombelli - ma il fondamento della nostra democrazia repubblicana. La Costituzione affida alle istituzioni il compito di difendere i principi di uguaglianza, dignità della persona e pluralismo. È a questi valori che ogni amministrazione è chiamata a ispirare la propria azione».
«Non è in discussione la libertà di espressione di alcuno – ha commentato sui social il presidente dell'ANED Firenze, Lorenzo Tombelli –. Il punto riguarda la responsabilità delle istituzioni e il messaggio che esse trasmettono quando promuovono iniziative con esponenti di un'area politica che, anche attraverso parole d'ordine come la "remigrazione", alimenta una visione della società fondata sull'esclusione, sulla contrapposizione e sulla paura dell'altro. Si tratta di un'impostazione culturale e politica che, negli ultimi anni, è stata alimentata anche da una parte della destra italiana, dalla Lega alle posizioni espresse da Roberto Vannacci».
«Signa è una comunità che affonda le proprie radici nella Resistenza e nell'antifascismo. I valori che vengono ricordati nelle celebrazioni del 25 Aprile, del 27 Gennaio e del 2 Giugno devono tradursi in scelte amministrative coerenti. Per questo condividiamo la posizione assunta dall'ANPI di Signa e rivolgiamo un appello all'Amministrazione comunale affinché annulli l'iniziativa».
«L'antifascismo non rappresenta un semplice richiamo storico, - conclude Tombelli - ma il fondamento della nostra democrazia repubblicana. La Costituzione affida alle istituzioni il compito di difendere i principi di uguaglianza, dignità della persona e pluralismo. È a questi valori che ogni amministrazione è chiamata a ispirare la propria azione».
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