L'inchiesta della Procura di Firenze sulle presunte vessazioni ai danni di un giovane pallanuotista della Rari Nantes è partita dopo la denuncia presentata dalla famiglia del ragazzo, informata dell'accaduto dal genitore di un altro atleta. «Denunciare non è stato facile. Ho parlato a lungo sia con i genitori che con il ragazzo, volevo che valutassero bene la cosa e che fosse più condivisa possibile», ha spiegato l'avvocato Gianmarco Torrigiani, legale della presunta vittima.
Secondo l'accusa, quattro giocatori della prima squadra avrebbero sottoposto il minorenne a ripetute umiliazioni e atti persecutori, culminati anche durante una trasferta a Genova e in una chat di squadra. Tra gli episodi contestati figurano insulti, minacce, punizioni umilianti e l'obbligo di svolgere mansioni servili. Il giovane, che ha concluso la stagione con la Rari, starebbe ora valutando il proprio futuro sportivo e la famiglia non esclude iniziative anche in sede civile.
Sulla vicenda è intervenuta anche la Rari Nantes Florentia, precisando di essere «estranea all'indagine penale» e di aver appreso dell'inchiesta «esclusivamente da fonti pubbliche». La società ha inoltre spiegato che, dopo una segnalazione ricevuta nel novembre 2025, «ha immediatamente attivato i protocolli e applicato i provvedimenti previsti» dalle norme sul safeguarding, ribadendo il proprio impegno «nella tutela dell'integrità, della sicurezza e del benessere di tutte le persone coinvolte nelle proprie attività». Lo scrive la Nazione.
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