Si è chiusa l'inchiesta sull'incidente del 3 aprile scorso in viale Manfredo Fanti, a Firenze, in cui perse la vita l'82enne Umberto Cappelli. La Procura contesta al conducente della Fiat Panda, un 45enne residente a Campo di Marte, il reato di omicidio stradale aggravato, sostenendo che al momento dell'investimento guidasse sotto l'effetto della cocaina e a una velocità superiore al limite consentito, o comunque non adeguata alle condizioni della strada.
Secondo la ricostruzione degli investigatori della Polizia Municipale, supportata dalle immagini delle telecamere cittadine e dagli accertamenti tossicologici, l'anziano stava attraversando la strada nei pressi dello stadio Artemio Franchi quando è stato travolto dall'auto, riportando lesioni gravissime che ne hanno causato il decesso sul colpo. Per l'accusa, la concentrazione di cocaina rilevata nel sangue del conducente indicherebbe un'assunzione recente tale da comprometterne la capacità di guida.
La difesa, affidata all'avvocato Neri Cappugi, sottolinea che sarà necessaria una valutazione tecnica dei risultati tossicologici. Dopo la chiusura delle indagini, l'indagato potrà presentare memorie difensive, chiedere di essere interrogato o accedere a riti alternativi. In caso di condanna per omicidio stradale aggravato dall'assunzione di sostanze stupefacenti, la pena può arrivare fino a 12 anni di reclusione. Lo scrive la Nazione.
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