Firenze resta in corsa per Euro 2032, mentre a Palazzo Vecchio si riaccende il dibattito sulla trasparenza dei lavori

Lo stadio Franchi resta al centro del percorso che porterà alla scelta delle sedi italiane per gli Europei di calcio del 2032. Nel vertice tra il ministro per lo Sport Andrea Abodi e il presidente della Figc Giovanni Malagò è stato fatto il punto sul dossier: Firenze è ancora in corsa per entrare tra le cinque città ospitanti, ma anche gli impianti esclusi potranno essere inseriti come "riserve". «È un'opportunità per il Paese perché ci potranno essere degli stadi a supportare dei cinque impianti iniziali, nel caso in cui in futuro dovesse sorgere qualche problema», ha spiegato Malagò.

Il presidente della Figc ha ribadito la necessità di accelerare: «Entro il 31 luglio ci aspettiamo risposte certificate sugli stadi da inserire nel dossier perché l'Uefa su questo ha scadenze obbligate». Entro ottobre il dossier definitivo sarà trasmesso all'Uefa, che valuterà tutti gli impianti candidati.

Intanto, a Palazzo Vecchio, il consigliere Massimo Sabatini (Lista Schmidt) chiede maggiore trasparenza sulle riserve presentate dalle imprese che stanno eseguendo i lavori di riqualificazione del Franchi. «Stigmatizzo l'opacità della risposta avuta dalla direzione servizi tecnici del Comune alla richiesta di accesso agli atti», afferma Sabatini, secondo cui «i cittadini hanno diritto di sapere quanto valgono le riserve, se incidono sui tempi o sui costi e se abbiano avuto o possano avere effetti sull'avanzamento dell'opera». Lo scrive la Nazione. 

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