L'aggressione risale a un torneo amatoriale del 2011. In appello la pena diventa una multa da 600 euro

Si è conclusa dopo quindici anni la vicenda giudiziaria nata da un'aggressione a un arbitro durante un torneo amatoriale di calcetto del 2011. Al termine della partita tra Liverpold e I Berna, un calciatore colpì il direttore di gara con uno schiaffo dopo aver contestato alcune decisioni arbitrali, provocandogli la frattura delle ossa nasali e postumi permanenti. Nonostante potesse beneficiare della prescrizione, l'imputato ha scelto di rinunciarvi.

In primo grado il calciatore era stato condannato a quattro mesi di reclusione con pena sospesa e al risarcimento del danno. In appello, per effetto della riforma Cartabia, la condanna è stata rimodulata in una multa da 600 euro, ma la responsabilità penale è stata confermata.

«La sentenza conferma in modo definitivo la responsabilità penale del calciatore per l'aggressione subita dall'arbitro», ha dichiarato l'avvocato Antonio Olmi, legale della parte civile. «Gli elementi di colpevolezza erano assolutamente evidenti fin dall'inizio del procedimento. Appare tecnicamente e logicamente inspiegabile la scelta della difesa di rinunciare alla prescrizione. Giustizia è stata fatta a tutela della figura dell'arbitro e dei valori dello sport praticato a vari livelli». Lo scrive la Nazione. 

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