Respinto il ricorso degli eredi di Liana Beacci. Per i giudici la successione era ormai consolidata da decenni

Si chiude con una nuova sentenza della Corte d'Appello di Firenze la lunga battaglia giudiziaria sull'eredità di Sir Harold Acton. I giudici hanno stabilito che la successione deve considerarsi ormai consolidata e che le pretese avanzate dagli eredi di Liana Beacci, riconosciuta nel 2019 come figlia naturale di Arthur Acton grazie all'esame del Dna, sono tardive. Il patrimonio, stimato in circa 800 milioni di sterline tra immobili di pregio e opere d'arte, resta così alla New York University, proprietaria di Villa La Pietra, e al British Institute of Florence.

Secondo la Corte, la possibilità di rivendicare i diritti successori era già giuridicamente praticabile molti anni prima dell'azione avviata nel 1995 da Liana Beacci. Per questo motivo, dopo oltre quarant'anni di stabilità dell'assetto ereditario, la successione viene considerata definitivamente esaurita e non più modificabile.

La vicenda affonda le radici nella Firenze del Novecento. Arthur Acton ebbe una figlia dalla governante Ersilia Beacci, relazione rimasta a lungo nascosta e confermata soltanto dall'esame del Dna effettuato dopo la riesumazione della salma dello scrittore inglese. Tuttavia, Harold Acton aveva destinato con testamento il proprio patrimonio alla New York University e al British Institute of Florence. L'avvocato Andrea Scavetta, esecutore testamentario, ha accolto con soddisfazione la decisione della Corte, definendola in linea con il quadro giuridico della vicenda. Lo scrive la Nazione. 

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