Annullato il diniego della Questura: per i giudici non basta una condanna, serve una valutazione concreta della pericolosità sociale

Il Tar della Toscana ha annullato il provvedimento con cui la Questura aveva negato il permesso di soggiorno per motivi di lavoro a uno straniero condannato in via definitiva per reati legati alla droga e per resistenza a pubblico ufficiale. Secondo la Questura, la condanna era di per sé sufficiente a impedire il rilascio del titolo di soggiorno.

I giudici amministrativi hanno invece stabilito che l'amministrazione non può limitarsi a richiamare automaticamente le condanne penali, ma deve valutare caso per caso l'effettiva pericolosità sociale del richiedente, considerando la gravità dei fatti, la situazione personale, familiare e lavorativa e gli altri elementi utili. Il Tar ha quindi annullato il diniego, imponendo alla Questura di riesaminare la pratica alla luce di questi criteri prima di decidere se concedere o meno il permesso di soggiorno. Lo scrive la Nazione. 

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