Dopo il sequestro di sette sezioni emergono nuove criticità. Intanto il Riesame conferma il provvedimento e affida al Dap la gestione dei trasferimenti

Il caso del carcere di Sollicciano si arricchisce di un nuovo episodio destinato a far discutere. Un uomo di 87 anni, condannato in via definitiva per un furto su auto, è stato trasferito nel penitenziario nonostante la sua età e una situazione personale particolarmente fragile. L'anziano, seguito dai servizi sociali, aveva rifiutato una sistemazione alternativa in una struttura assistenziale, finendo così in carcere.

La vicenda riporta l'attenzione sulle condizioni della struttura fiorentina, già al centro dell'inchiesta che ha portato al sequestro di sette sezioni per le gravi criticità igienico-sanitarie. Negli ultimi mesi erano emersi altri casi delicati, come quello di un detenuto di 75 anni, morto dopo il trasferimento in ospedale, e quello di un uomo con una grave disabilità motoria rimasto in carcere per oltre un anno.

Sul fronte giudiziario, il Tribunale del Riesame ha confermato il sequestro delle sezioni, stabilendo però che l'organizzazione del trasferimento dei detenuti spetta esclusivamente al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (Dap) e non all'autorità giudiziaria. Resta aperta la possibilità di un ulteriore ricorso in Cassazione, mentre il Provveditorato regionale ha corretto una precedente circolare che prevedeva, per errore, la sistemazione dei detenuti su brande o materassi a terra nelle altre carceri. Lo scrive la Nazione. 

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