L'ex questore di Firenze Alberto Intini e altri cinque poliziotti sono stati condannati in primo grado per la morte dell'artificiere Giovanni Politi, deceduto il 25 febbraio 2018 in seguito a un'esplosione nella caserma Fadini. Le pene vanno da sei mesi a un anno di reclusione, con sospensione condizionale della pena e non menzione nel casellario giudiziario. Un settimo imputato è stato assolto, mentre altri reati contestati sono stati dichiarati prescritti.
Il giudice ha inoltre riconosciuto una provvisionale di 72 mila euro alla vedova della vittima, rinviando al tribunale civile la quantificazione del risarcimento a carico del Ministero dell'Interno. «Dopo otto anni di dolorosa attesa è stata finalmente fatta giustizia», ha commentato il legale di parte civile Sergio Talarico.
Le difese hanno già annunciato ricorso in appello. «Leggeremo le motivazioni e poi impugneremo la sentenza», hanno dichiarato gli avvocati degli imputati. Anche il legale di Intini ha contestato la decisione, sostenendo che «nessuna informazione era mai arrivata ai vertici su quanto accadeva nella caserma». Secondo l'accusa, invece, le omissioni dei responsabili avrebbero contribuito al mantenimento di materiali esplosivi in condizioni non sicure all'interno della "Stanza 55", dove si verificò la tragica esplosione. Lo scrive la Nazione.
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