"E' un modello di carcere che non solo non rieduca ma che marginalizza"

"Le condizioni in cui versa il penitenziario di Sollicciano sono semplicemente inaccettabili. Parliamo di una struttura degradata, dove il sovraffollamento in alcune sezioni raggiunge oltre il 200%, schiacciando i diritti fondamentali e anche il senso di umanità". Lo afferma Lorenzo Falchi, consigliere regionale toscano di Avs, che oggi ha visitato il carcere di Sollicciano a Firenze con un delegazione guidata dal garante regionale per i detenuti, Giuseppe Fanfani.
"Vedere la situazione in cui versa e ascoltare le parole di chi ogni giorni è richiuso lì aumenta il senso dell'emergenza", ha detto Falchi, secondo cui "il rammarico più grande, quello che fa più male e che dovrebbe scuotere le nostre coscienze, è racchiuso nelle parole che ci ha rivolto una detenuta durante un colloquio: 'Le persone che entrano qui dentro escono peggiori di prima'. Questa frase racchiude il fallimento più doloroso per il nostro Paese e di un modello che non solo non rieduca ma che marginalizza".
Fra i componenti della delegazione Fatima Zohra Ben Hijji, presidente dell'associazione Pantagruel, ha ricordato il dramma dei suicidi e la mancanza di strutture esterne per i detenuti con gravi problemi psichiatrici. La delegazione ha annunciato che i dati e le testimonianze raccolte oggi a Sollicciano saranno presentati dopodomani (giovedì 16 luglio) in Consiglio regionale, durante un convegno dedicato alla memoria del giurista Sandro Margara, per trasformare la denuncia in un pacchetto di proposte operative e urgenti. 
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