Presidio davanti al cantiere di via Lucchese a una settimana dalla tragedia costata la vita a Cornel Teslaru Titi. Proseguono le indagini per omicidio colposo

A una settimana dalla morte di Cornel Teslaru Titi, l'operaio di 48 anni deceduto nel cantiere di via Lucchese all'Osmannoro, sindacati e istituzioni si sono ritrovati davanti all'area dei lavori per ribadire che "la sicurezza non è un costo". Al presidio, accompagnato da un'ora di sciopero del settore edile proclamata da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Firenze, hanno partecipato anche il sindaco di Sesto Fiorentino Damiano Sforzi e amministratori dei Comuni vicini.

Il sindaco ha chiesto di fare piena luce sull'accaduto: «Accertare la verità perché non si può andare a lavorare e non tornare a casa», sollecitando controlli più efficaci e indagini rapide. I sindacati hanno invece rilanciato il tema della formazione e della prevenzione, sottolineando l'importanza della conoscenza della lingua italiana nei cantieri, soprattutto alla luce dell'elevata presenza di lavoratori stranieri, e denunciando il ricorso eccessivo ai subappalti e le irregolarità ancora presenti nel settore.

Nel cantiere, dove è in costruzione un polo logistico per conto del fondo Krialos, le attività sono riprese, mentre resta sotto sequestro l'area in cui si è verificato l'incidente. La Procura di Firenze ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e sta analizzando la vibrofinitrice laser utilizzata dalla vittima per verificare l'eventuale presenza di un guasto che possa aver provocato il tragico incidente. Lo scrive la Nazione. 

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