Delegazione in visita al carcere fiorentino dopo il sequestro di sette sezioni. Denunciati degrado, caldo estremo e carenza di percorsi formativi per i detenuti

Nuova visita ispettiva nel carcere di Sollicciano, promossa dall'associazione Alleanza per l'Articolo 27 insieme al Garante regionale dei detenuti. La delegazione, composta tra gli altri dal garante Giuseppe Fanfani, da consiglieri regionali e da padre Bernardo Gianni, ha denunciato il forte degrado della struttura, aggravato dalle elevate temperature estive. Il sopralluogo arriva dopo il sequestro preventivo di sette sezioni disposto dalla magistratura nell'ambito dell'inchiesta sulle condizioni di salute e sicurezza del penitenziario.

«Tutte le volte che si entra in carcere e si vedono le celle dal di dentro prende il mal di stomaco. I detenuti sono reclusi in condizioni disumane e Sollicciano è una struttura per molti aspetti inadeguata», ha dichiarato Fanfani, sottolineando anche le pessime condizioni degli ambienti e dei materassi utilizzati dai detenuti. Il garante ha inoltre raccontato di aver incontrato un'anziana detenuta che, a suo giudizio, «farebbe bene a uscire».

Per Fanfani il carcere deve tornare a svolgere una funzione rieducativa, puntando su percorsi di formazione professionale come scuole per idraulici, meccanici, muratori e saldatori, coinvolgendo anche le aziende. Padre Bernardo Gianni ha parlato di «grande disumanizzazione» degli spazi ma anche di un forte bisogno di formazione, mentre l'ex garante Franco Corleone ha denunciato il caldo soffocante e le criticità strutturali dell'istituto, chiedendo interventi concreti per migliorare le condizioni di vita all'interno del penitenziario. Lo scrive la Nazione. 

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