Decisivo l'intervento dell'associazione Pantagruel, di don Vincenzo Russo e del legale. "Il carcere non è compatibile con la sua età e le sue condizioni"

Si è conclusa dopo meno di una settimana la permanenza nel carcere di Sollicciano di Giuseppe, l'87enne finito in cella dopo che era diventata definitiva una condanna per il furto su un'auto. Grazie all'impegno dell'associazione Pantagruel, di don Vincenzo Russo e dell'avvocato Simone Carboncini, l'uomo è stato trasferito a Casa Caciolle, struttura di Rifredi destinata all'accoglienza di detenuti in misura alternativa.

Le condizioni di salute dell'anziano, privo di denti e con difficoltà ad alimentarsi, avevano sollevato numerose perplessità sulla compatibilità della detenzione con la sua età. Don Russo ha definito la reclusione dell'87enne un "cortocircuito etico e giuridico", sostenendo che per persone così fragili la pena dovrebbe essere scontata in strutture di cura e assistenza, e non in carcere.

La vicenda nasce da una condanna a un anno di reclusione per un furto commesso nel 2024. Nei mesi scorsi erano stati cercati percorsi alternativi, tra servizi sociali, amministratore di sostegno e una Rsa, ma le soluzioni erano sfumate. Con il trasferimento a Casa Caciolle si chiude ora una vicenda che ha riacceso il dibattito sulle misure detentive per gli anziani più fragili. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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