La Procura di Milano chiede di far cadere le accuse più gravi all'ex arbitro e designatore. Restano aperti altri filoni d'indagine e il procedimento sportivo

La Procura di Milano ha chiesto l'archiviazione del filone principale dell'inchiesta che vedeva coinvolto l'ex arbitro fiorentino ed ex designatore Gianluca Rocchi per la presunta frode sportiva legata ad alcune partite dell'Inter. Secondo i magistrati, non sono emerse prove di un accordo finalizzato ad alterare le designazioni arbitrali o l'esito delle gare.

Il legale di Rocchi, Antonio D'Avirro, ha accolto con soddisfazione la richiesta di archiviazione, spiegando di aver maturato questa convinzione già dopo l'interrogatorio del suo assistito. Per i pm, dalle intercettazioni emergerebbero solo pressioni indirette sulle designazioni, senza contatti diretti tra Rocchi e dirigenti dell'Inter né elementi che dimostrino interferenze nelle partite esaminate.

La vicenda giudiziaria, però, non è ancora conclusa. Un altro filone d'indagine, relativo ad alcuni episodi avvenuti nella sala Var di Lissone, è stato trasferito per competenza alla Procura di Monza. Inoltre, gli atti sono stati inviati anche alla Procura Federale della Figc e alla Procura Generale dello Sport del Coni, che valuteranno eventuali profili disciplinari. Lo scrive la Nazione. 

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