La famiglia del medico fiorentino morto nel crollo insieme alla fidanzata Marta Danisi dopo la sentenza: «Nostro figlio non se n'è mai andato»

A otto anni dal crollo del Ponte Morandi, il dolore della famiglia di Alberto Fanfani resta immutato. Il medico fiorentino di 32 anni perse la vita il 14 agosto 2018 insieme alla fidanzata Marta Danisi, 29 anni, mentre i due stavano raggiungendo Alessandria, dove lei aveva ottenuto un contratto a tempo indeterminato come infermiera. Dopo la sentenza che ha portato a 32 condanne e 25 assoluzioni, i genitori di Alberto, Daniela e Franco, commentano: «La decisione del tribunale può anche essere frutto di una giustizia corretta, ma dodici anni di condanna, per quello che hanno fatto, sono pochi».

Pur senza invocare vendetta, la coppia ammette di non riuscire a perdonare. «Non proviamo odio, ma ci chiediamo perché in tutti questi anni nessuno abbia sentito il bisogno di compiere almeno un gesto di vicinanza verso le famiglie delle vittime». Critiche anche alla lettera di scuse dell'attuale amministratore delegato di Autostrade, definita «una manfrina»: «In tutto questo tempo non abbiamo ricevuto nemmeno una telefonata».

Il ricordo di Alberto resta vivo ogni giorno, soprattutto per il padre Franco. «Parlo con lui tutti i giorni, facciamo delle battute e ridiamo insieme. Non se n'è mai andato». Il giovane medico, a un anno dalla specializzazione, e Marta avevano già fissato la data del matrimonio. «Quel giorno non hanno spezzato solo 43 vite – concludono i genitori – ma anche quelle delle loro famiglie. A noi è rimasto soltanto un avanzo di vita». Lo scrive la Nazione. 

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