L'omicidio dei coniugi albanesi Teuta e Shpetim Pasho, i cui resti furono trovati nel 2020 in quattro valigie alla periferia di Firenze, sarebbe stato compiuto da almeno due persone. Lo scrive la Corte di Cassazione nelle motivazioni della sentenza che lo scorso aprile ha reso definitiva la condanna a 30 anni di reclusione per Elona Kalesha, ritenuta responsabile dell'uccisione e dell'occultamento dei cadaveri. Secondo i giudici, «l'omicidio, l'attività di depezzamento e il trasporto dei cadaveri» sono stati eseguiti «da almeno due persone», anche se la mancata individuazione degli altri responsabili non incide sulla solidità delle prove raccolte contro l'imputata.
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