L'inchiesta della Procura di Firenze ipotizza un sistema Ponzi che avrebbe coinvolto oltre 150 risparmiatori con la promessa di alti rendimenti

Una presunta truffa da oltre 18 milioni di euro legata agli investimenti in criptovalute è al centro di un'inchiesta della Procura di Firenze che vede coinvolte 39 persone tra Toscana e Umbria. Secondo gli investigatori, oltre 150 risparmiatori sarebbero stati convinti a investire i propri risparmi attraverso un sistema di promozione multilivello che avrebbe in realtà nascosto un classico schema Ponzi.

L'indagine, coordinata dal pubblico ministero Sandro Cutrignelli, ipotizza anche il reato di associazione per delinquere. Tra i presunti organizzatori figurano quattro persone residenti nell'Aretino, ritenute ai vertici di una rete con collegamenti in Slovenia, Malta e Regno Unito e attiva soprattutto nell'Italia centrale.

Il sistema faceva capo alla società Digital Coin Management (Dcm), che promuoveva gli investimenti durante convention organizzate in hotel di lusso, promettendo rendimenti mensili fino al 10% e incentivando gli aderenti a reclutare nuovi investitori con il meccanismo del "porta un amico". Dopo una fase iniziale in cui i guadagni venivano effettivamente corrisposti, il sistema sarebbe collassato, lasciando i risparmiatori senza il capitale investito.

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