Il dolore del papà di Riccardo Magherini, morto nel 2014 immobilizzato a terra

 "Sono immagini che fanno male, ti fanno tornare indietro. Certo il dolore non può essere lo stesso di quando ti tocca personalmente, ma fa rabbia pensare che, dopo 12 anni e una sentenza che condanna l'Italia, siamo sempre a questo punto". A dirlo con l'ANSA è Guido Magherini, padre di Riccardo, l'ex calciatore morto a Firenze la notte del 3 marzo 2014 per un arresto cardiocircolatorio dopo essere stato tenuto immobilizzato a terra dai carabinieri per 13 minuti mentre era in un fortissimo stato di agitazione.
     
Un caso con aspetti simili a quello di Abderrahim Fakir, deceduto ieri a Bologna durante un fermo di polizia. "Non è proprio la stessa 'roba' di Riccardo, però continuano a comportarsi così, non gliene frega niente. E questo - ripete Guido Magherini - nonostante una sentenza che ha condannato l'Italia. Ma l'Italia non sta facendo niente per ravvedersi".

Il padre di Magherini si riferisce alla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) dello scorso gennaio che aveva condannato lo Stato italiano, fra l'altro, per carenze nella formazione degli agenti sulle tecniche di immobilizzazione pericolose e per mancato rispetto del diritto alla vita. Condanna confermata dalla Grande Camera della Cedu a maggio, respingendo un ricorso dell'Avvocatura dello Stato.

    
"Tuttavia - aggiunge Guido Magherini - credo che ad alcune persone non gli si insegni niente. E' un problema di carattere, diciamo. Se uno si comporta così, non c'è niente da fare. Nella massa purtroppo c'è sempre qualcuno violento e che pensa che tutto sia permesso. Forse è inutile insegnare a chi non vuole o non può imparare".

    
Anche a Bologna, come accadde a Firenze in occasione del fermo di Riccardo Magherini, i soccorritori presenti non sono intervenuti.

      
"Nel nostro caso rimasero immobili perché furono minacciati, lo sappiamo tutti perché è stato provato nel processo - conclude Magherini - Quando un soccorritore si sente minacciato ed è un bravo ragazzo, ci sta che si impaurisca e non abbia un'ulteriore reazione". 
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