L'autopsia eseguita sul corpo di Matteo Consolati, 52 anni, operatore ecologico di Londa morto mentre era al lavoro, indica come causa del decesso una morte per cause naturali. La procura ha comunque disposto anche gli esami tossicologici per chiarire ogni aspetto della vicenda e verificare un eventuale legame tra il malore e le elevate temperature registrate nei giorni scorsi. Il risultato completo dell'esame sarà disponibile nei prossimi giorni.
Consolati è deceduto poche ore dopo il collega Damiano Valletti, 55 anni, anche lui morto durante il servizio di raccolta rifiuti. Entrambi lavoravano per aziende in appalto ad Alia e, secondo quanto emerso finora, non soffrivano di particolari patologie. Sui due episodi indagano i carabinieri competenti.
Le due tragedie hanno riaperto il confronto sulle condizioni di lavoro degli operatori ecologici durante le ondate di calore. I sindacati chiedono l'applicazione rigorosa dei protocolli di prevenzione del rischio caldo, con rimodulazione delle attività nelle ore più critiche. Il protocollo attualmente in vigore fino al 30 agosto prevede, tra le altre misure, lo spostamento in orario serale di parte della raccolta porta a porta e la riorganizzazione dello spazzamento manuale nelle fasce meno calde della giornata. Lo scrive la Nazione.
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