Una donna fiorentina aveva riportato gravissime lesioni fisiche e danni psicologici. Il giudice ha ritenuto insufficiente l'accordo privato sottoscritto dopo le aggressioni

Il Tribunale civile di Firenze ha riconosciuto un risarcimento aggiuntivo a una donna fiorentina di circa 50 anni, vittima di gravi violenze da parte dell'ex marito. La donna aveva riportato lesioni gravissime, tra cui una lesione addominale che aveva reso necessaria una splenectomia e una lussazione della mandibola, costringendola per oltre un mese ad alimentarsi esclusivamente con cibi liquidi.

Dopo la separazione, l'uomo aveva sottoscritto una scrittura privata nella quale ammetteva le proprie responsabilità per le aggressioni e si impegnava a versare all'ex moglie 200 euro al mese per dieci anni a titolo di risarcimento. La donna, però, ha chiesto l'annullamento parziale dell'accordo, sostenendo che non teneva conto della reale entità dei danni, in particolare di quelli psicologici emersi successivamente.

Il tribunale ha accolto la richiesta, riconoscendo che il danno psichico e il nesso causale con le violenze erano stati dimostrati sia dalle testimonianze sia dalla consulenza tecnica. Secondo i giudici, l'accordo privato non comprendeva il risarcimento del danno psicologico maturato nel contesto di una prolungata convivenza caratterizzata da violenza domestica. L'ex marito dovrà inoltre sostenere le spese legali dei due gradi di giudizio, per un importo complessivo superiore ai 7mila euro. Lo scrive la Nazione. 

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