E' morta a 99 anni Mirella Stanzione, tra le ultime sopravvissute italiane del campo di concentramento di Ravensbrück, principale lager nazista destinato alle donne. "Una testimone instancabile" la ricorda Aned Firenze esprimendo "profondo cordoglio per la scomparsa di Stanzione, deportata politica" a Ravensbrück, "protagonista dell'impegno per la trasmissione della memoria della deportazione e figura di riferimento dell'Associazione". Stringendosi ai familiari, Aned "rivolge un pensiero particolare alla figlia Ambra Laurenzi, oggi presidente del Comitato internazionale di Ravensbrück".
Nata alla Spezia, Mirella Stanzione venne arrestata il 2 luglio 1944 insieme alla madre a causa dell'attività antifascista della sua famiglia. Dopo la detenzione nelle carceri di La Spezia e Genova e il passaggio nel campo di transito di Bolzano, fu deportata a Ravensbrück. Sopravvissuta alla prigionia, al lavoro forzato e all'evacuazione del campo, fece ritorno in Italia dopo la liberazione.
"Per molti anni, come accadde a numerose deportate, scelse il silenzio - spiega Aned -. In seguito decise di trasformare quella dolorosa esperienza in un impegno pubblico, partecipando agli incontri nelle scuole, alle iniziative dell'Aned e alle attività dedicate alla conservazione della memoria della deportazione. In particolare, dedicò grande attenzione alla storia delle donne deportate, contribuendo a sottrarre la deportazione femminile a una lunga marginalità nella narrazione pubblica della persecuzione nazifascista". "Con Mirella Stanzione scompare una delle ultime testimoni dirette della deportazione politica nei lager nazisti - dichiara Lorenzo Tombelli, presidente di Aned Firenze -.
La sua vita è stata segnata dalla violenza della persecuzione, ma anche dalla scelta di trasformare quella sofferenza in una responsabilità civile. Mirella è stata una donna tenace, una protagonista dell'Aned, che ha dedicato energie e intelligenza alla costruzione di una memoria rigorosa, consapevole e profondamente democratica. La sua testimonianza, sempre lucida e priva di retorica, continuerà a rappresentare un patrimonio prezioso per tutti coloro che credono nei valori della Costituzione, dell'antifascismo e della pace".
Nata alla Spezia, Mirella Stanzione venne arrestata il 2 luglio 1944 insieme alla madre a causa dell'attività antifascista della sua famiglia. Dopo la detenzione nelle carceri di La Spezia e Genova e il passaggio nel campo di transito di Bolzano, fu deportata a Ravensbrück. Sopravvissuta alla prigionia, al lavoro forzato e all'evacuazione del campo, fece ritorno in Italia dopo la liberazione.
"Per molti anni, come accadde a numerose deportate, scelse il silenzio - spiega Aned -. In seguito decise di trasformare quella dolorosa esperienza in un impegno pubblico, partecipando agli incontri nelle scuole, alle iniziative dell'Aned e alle attività dedicate alla conservazione della memoria della deportazione. In particolare, dedicò grande attenzione alla storia delle donne deportate, contribuendo a sottrarre la deportazione femminile a una lunga marginalità nella narrazione pubblica della persecuzione nazifascista". "Con Mirella Stanzione scompare una delle ultime testimoni dirette della deportazione politica nei lager nazisti - dichiara Lorenzo Tombelli, presidente di Aned Firenze -.
La sua vita è stata segnata dalla violenza della persecuzione, ma anche dalla scelta di trasformare quella sofferenza in una responsabilità civile. Mirella è stata una donna tenace, una protagonista dell'Aned, che ha dedicato energie e intelligenza alla costruzione di una memoria rigorosa, consapevole e profondamente democratica. La sua testimonianza, sempre lucida e priva di retorica, continuerà a rappresentare un patrimonio prezioso per tutti coloro che credono nei valori della Costituzione, dell'antifascismo e della pace".
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