Nelle motivazioni della sentenza il giudice esclude i maltrattamenti e riqualifica il reato in omicidio colposo aggravato. Il 57enne resta in libertà

Una manovra "maldestra e imprudente" avrebbe provocato l'asfissia e quindi la morte di Sergio Burattini, l'85enne deceduto nel gennaio 2025 nella sua abitazione di Scandicci. È quanto scrive la giudice Anna Liguori nelle motivazioni della sentenza che ha condannato il figlio Giampiero Burattini a cinque anni di reclusione per omicidio colposo aggravato, escludendo invece l'accusa di maltrattamenti aggravati.

Secondo la ricostruzione, il 57enne cercò di soccorrere il padre, colto da un malore improvviso, ma nel tentativo di rialzarlo lo afferrò al collo e alle spalle provocandone involontariamente la morte. Nelle motivazioni vengono riportate anche le dichiarazioni dell'imputato, che ha raccontato di aver cercato di assistere il padre e di non aver chiamato i soccorsi perché l'anziano non voleva essere ricoverato in ospedale. Per il giudice, però, questa scelta non giustifica il comportamento imprudente, considerato decisivo nel determinare il decesso.

Burattini è stato inoltre assolto dall'accusa di indebito utilizzo del bancomat del padre e, con la riqualificazione del reato, è stata revocata la misura cautelare in carcere. Il 57enne resta quindi in libertà, mentre è ancora in attesa del giudizio della Corte di Cassazione sulla condanna a 6 anni e 8 mesi per la morte della madre, avvenuta nel 2022 e qualificata in appello come omicidio preterintenzionale. Lo scrive la Nazione. 

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