Proseguono le indagini sulla morte di Muschio, il caprone del rifugio Chico Mendes ritrovato senza vita sabato pomeriggio in un anfratto nelle campagne tra San Donnino e San Mauro, dopo essere scomparso il 18 luglio. Restano ancora molti interrogativi sulle cause del decesso e su come l'animale sia finito nel luogo del ritrovamento, ritenuto di difficile accesso.
Sul posto sono intervenuti polizia locale, carabinieri e rappresentanti dell'amministrazione comunale. Su disposizione dell'autorità giudiziaria, la carcassa sarà trasferita all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, dove saranno eseguiti gli accertamenti e l'autopsia per chiarire, per quanto possibile, le cause della morte. Le elevate temperature e l'avanzato stato di decomposizione potrebbero però rendere più complessi gli esami.
Il rifugio Chico Mendes ha invitato alla prudenza, chiedendo di evitare ricostruzioni o attribuzioni di responsabilità prima della conclusione delle indagini. "Attendiamo che venga fatta piena luce sull'accaduto", spiegano i responsabili, sottolineando la necessità di lasciare che il lavoro degli investigatori si svolga con la massima serenità per accertare la verità. Lo scrive la Nazione.
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