Massimiliano Pierani e il figlio tredicenne hanno lasciato l'ospedale di Mombasa. Restano da chiarire la dinamica dello schianto e i tempi dell'autopsia sull'avvocata fiorentina

Sono stati dimessi dall'ospedale Pandya di Mombasa Massimiliano Pierani, 56 anni, e il figlio Tommaso, di 13 anni, rimasti feriti nell'incidente stradale in Kenya in cui ha perso la vita l'avvocata fiorentina Sidney Serpetri. Nello schianto è morto anche Jackson Kai, 47 anni, autista del taxi sul quale viaggiava la famiglia diretta a Malindi per una vacanza.

Rimangono ancora incerti i tempi per il rimpatrio della salma della professionista, poiché non è stata ancora effettuata l'autopsia. In Kenya, oltre al marito e al figlio, si trova anche la madre dell'avvocata, partita per il Paese africano dopo aver appreso la notizia della tragedia.

La dinamica dell'incidente è ancora al vaglio delle autorità. Secondo una prima ricostruzione diffusa dalla stampa locale, il taxi si sarebbe scontrato frontalmente con un camion. Un'altra ipotesi, riferita dall'Ansa, sostiene invece che il conducente abbia perso il controllo del mezzo nel tentativo di evitare un camion che aveva invaso la corsia, causando il ribaltamento dell'auto. Per Sidney Serpetri sarebbe stato fatale un violento trauma alla testa.

Del caso si sta occupando l'Ambasciata d'Italia a Nairobi, in costante contatto con il Ministero degli Esteri, l'ospedale e i familiari della vittima, mentre le autorità keniote proseguono gli accertamenti per ricostruire le cause dell'incidente ed eventuali responsabilità.

Sidney Serpetri, nata a Cento (Ferrara) nel 1974, era laureata in Giurisprudenza all'Università di Bologna e iscritta all'Ordine degli Avvocati di Firenze dal 2005. Numerosi i messaggi di cordoglio da parte di colleghi e amici. L'avvocata Sonia Michelacci l'ha ricordata come «una professionista attenta e scrupolosa, una persona eccezionale, sempre tranquilla e mai una parola fuori posto», esprimendo vicinanza alla famiglia e in particolare al figlio tredicenne, profondamente provato dalla tragedia. Lo scrive la Nazione. 

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