I cantieri della tramvia stanno cambiando il volto di Gavinana, ma per chi ha una disabilità visiva gli spostamenti quotidiani sono diventati un ostacolo. Lo racconta Simona Cozzani, residente nel quartiere da sessant'anni e affetta da retinite pigmentosa. «A volte dico che mi hanno fatto prigioniera», spiega, descrivendo le difficoltà incontrate tra strade modificate, attraversamenti spostati e una cartellonistica poco accessibile.
Per anni Simona aveva imparato a muoversi in autonomia grazie ai punti di riferimento del quartiere. Oggi, invece, racconta di trovarsi spesso davanti a transenne e cantieri senza sapere come proseguire. In alcuni casi è costretta a fermarsi e chiedere aiuto agli operai o ai passanti, mentre altre volte rinuncia del tutto a raggiungere negozi o servizi.
La residente denuncia anche l'insufficienza degli strumenti pensati per agevolare le persone non vedenti, come attraversamenti sonori poco diffusi o percorsi che terminano contro ostacoli. Difficoltà che, a suo dire, riguardano anche la tramvia, percepita come meno accessibile rispetto agli autobus. Infine lancia un appello all'amministrazione: «Dovrebbero mettersi nei nostri panni. Magari fare un giro bendati per capire cosa significa muoversi in queste condizioni», affinché i cantieri e le future infrastrutture tengano maggiormente conto delle esigenze delle persone con disabilità. Lo scrive la Nazione.
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