Prosegue il confronto sulla morte di Samuele Spinelli, il giovane fiorentino deceduto a Barcellona il 1° giugno scorso, tre giorni dopo essere stato fermato dai vigilantes e dai Mossos d'Esquadra all'interno di un negozio. Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo La Vanguardia, la polizia catalana esclude qualsiasi collegamento tra il fermo e il decesso, attribuito dall'autopsia a un «collasso multiorganico legato al consumo di anfetamine».
Una ricostruzione respinta con decisione dall'avvocato della famiglia, Diego Capano, che contesta anche l'ipotesi del furto. «Sono solo sciocchezze. Le telecamere dimostrano che Samuele non aveva rubato nulla e che, quando intervennero i sanitari, era già immobilizzato, prono e cianotico», sostiene il legale, ricordando che questi elementi emergerebbero dalla documentazione acquisita agli atti.
Intanto resta atteso l'esito della seconda autopsia, eseguita a Firenze nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla Procura di Roma contro ignoti dopo la denuncia presentata dai familiari. I risultati dovrebbero essere depositati a metà settembre.
Nel frattempo amici e parenti hanno ricordato Samuele nel giorno in cui avrebbe compiuto 28 anni. Al Galluzzo sono stati organizzati un momento di commemorazione con palloncini, fuochi d'artificio e uno striscione, mentre i genitori gli hanno dedicato un commovente messaggio sui social, rinnovando il dolore per una perdita sulla quale continuano a chiedere piena verità. Lo scrive la Nazione.
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