Giovanni Bellosi, ex presidente del Casellina e oggi fiduciario del Coni per Firenze, respinge le accuse rivolte alle scuole calcio di allontanare le famiglie con quote troppo elevate. Ricorda le difficoltà economiche affrontate nella gestione di una società dilettantistica, con costi superiori ai 200 mila euro l'anno, e sottolinea come molte realtà consentano comunque ai ragazzi in difficoltà economica di continuare a giocare.
Secondo Bellosi, il vero problema è il progressivo disimpegno delle istituzioni e della Figc nei confronti del calcio di base, costretto a sostenere spese sempre più elevate per utenze e gestione degli impianti, a fronte di contributi pubblici ridotti.
L'ex dirigente lancia anche un appello alle grandi aziende del territorio affinché sostengano le società sportive di quartiere, contribuendo a ridurre le quote di iscrizione. Infine esprime fiducia nel nuovo corso della Figc guidato da Giovanni Malagò, convinto che il rilancio del calcio italiano debba partire proprio dal movimento dilettantistico.
Condividi
Attiva i cookies














